C'era una volta un critico d'arte che tutti i giorni era solito andare di mostra in mostra ad osservare quadri su quadri di ogni genere, di ogni tipo. Pochi erano i quadri che lo stupivano, che gli piacevano, che lo facevano essere fiero del lavoro che aveva. Se dovessi scegliere un colore per descrivere quell'uomo senza dubbio direi il grigio. Perchè qui da noi il grigio è un colore cupo, un po' triste che sta lì perchè qualcuno ce l'ha messo e a dirla tutta al grigio sembra non piacergli affatto di essere un colore, eppure lo è. Ecco, questo nostro grigio, critico d'arte pardon, un giorno si agira con il suo solito volto cupo, un po' triste tra i quadri di un grande museo. Vede tutte quelle cornici appese ai muri che appaiono prive di tele ai suoi occhi, eppure lui ci si mette d'impegno lì davanti a quelle cornici scrutando, cercando di fare attenzione ad ogni minimo particolare. Ormai rassegnato decide di dirigersi verso il bagno per sciacquarsi un po' il volto. Inaspettatamente, nel tragitto che lo porta nei bagni, il suo sguardo si posa, casualmente, proprio quando meno se l'aspetta, su di una cornice con una tela. Sì, una tela finalmente. Un quadro di rara bellezza posto davanti ai suoi occhi che brillano come quelli di un pirata che scopre il tesoro nascosto. Un sorriso comincia a disegnarsi sul suo volto. Il grigio inizia a cambiare tonalità, sfiora ogni colore. Il critico d'arte comincia ad essere contento del lavoro che ha. Tornando a casa non può fare a meno che pensare a quando accadutogli in quel museo il giorno stesso e immaginandosi la scena ripensa che davanti a quel quadro così meraviglioso c'era solo lui con quel viso sbalordito, tutti gli altri gli passavano davanti distratti come se nulla fosse. Capisce solo allora che ogni cornice ha la sua tela e che ogni tela è un capolavoro per qualcuno. Ogni essere umano è un quadro, un'opera d'arte. Ai nostri occhi c'è chi è cornice e c'è chi è anche tela. Ci sono anche i capolavori ma non è così facile trovarli. Magari più li cerchi e più non li trovi. Magari devi saper aspettare ma essere sempre pronto. Ci sono persone che preferiscono essere solo cornici per qualcuno mentre vogliono essere tele per altri. Il bello dei capolavori è il loro essere rari anche se ognuno di noi è un capolavoro. Il fatto è che non si può essere un capolavoro per tutti. Il capolavoro è bello perchè ne trovi uno ogni chissà quante cornici ma quando lo trovi non puoi far altro che avercelo stampato nel cervello. Una volta che i tuoi occhi si posano su di un capolavoro, tutti gli altri quadri non riescono ad appagare la tua vista. Ognuno di noi è un capolavoro, bisogna fare bene attenzione a non svendersi al primo collezionista di quadri ma saper aspettare il critico d'arte che posa gli occhi su di te per sbaglio e che da grigio diventa arcobaleno solo grazie a te.
JR
sabato 30 aprile 2011
Dottore che sintomi ha la Felicità?
La pace, il silenzio. Guardare in cielo le nuvole che giocano a rincorrersi ed essere rapiti dalla semplicità del gioco. Disteso su di un prato, non ha fretta di andare chissà dove, di partirsene. Richiama alla mente l'immagine di lui da bambino che gioca, come una nuvola, a rincorrersi con i suoi amichetti. E' felice, sorride, non vorrebbe fare niente di diverso da quel che sta facendo. Ora che è cresciuto invece, sono sempre diverse le cose che fa da quelle che vorrebbe fare, deve scendere spesso a compromessi. Ma per quale oscura ragione? Non lo sa, ancora non l'ha capito e sinceramente nutre poco interesse nel saperlo. Crede che vivrà la sua vita facendo quel che vuole fare, sempre nei limiti certo. Nei suoi limiti. Perchè l'unica regola che si è posto è quella di non fare agli altri quello che non vuole sia fatto a lui. Vivrà di piccole cose, semplici. Già, proprio come quando era bambino ed era felice. E' arrivato ad un punto in cui "si comporta come il protagonista di una fiaba, che nulla può turbare o stupire. Quando la zucca si trasforma in una magnifica carrozza per portarla al gran ballo, Cenerentola non lancia neppure un grido di sorpresa. Si limita a salire e parte verso la sua gloriosa fortuna". Sì, è proprio così, a volte arriva al punto da non rendersi conto delle fortune che ha, spesso "non c'è più nulla di originale, di nuovo e di sorprendente da apprendere dal mondo, nessuna opportunità di scoprire qualcosa riguardo se stesso, nessuna saggezza da acquisire, nessun divertimento da godere. Tutto è stupido e sopravvalutato". Intuisce allora che deve tornare a lasciarsi guidare dal cuore e non troppo dalla ragione. Certo, "tutte le strade che portano al desiderio del cuore sono lunghe" ma di sicuro, quando vuoi scalare una montagna, col desiderio di arrivare in cima, e ci reisci, poi ti senti una cosa dentro, un pizzico che ti fa partire un urlo dal cuore che arriva in gola e si strozza perchè sul tuo volto s'è stampato un sorriso innocente, quasi stupido a trentadue denti. Ecco, in quel momento senti la felicità dentro di te.
Succede che arriva come in un punto in cui si sente in piena estasi. Come la lava in un vulcano, in lui si mescolano diverse sensazioni, diverse emozioni. Basta davvero poco per essere felici. Non c'è da cercarla chissà dove, è in noi pronta a fare la sua apparizione, bisogna lasciarla libera di invadere la nostra mente ed il nostro cuore. Bisogna essere liberi per sentire la felicità. Non porsi limiti. Essere liberi, come una bolla di sapone. Sì, la felicità è come una bolla di sapone. Per farla nascere c'è bisogno dei giusti ingredienti e un pizzico di magia, poi resti incantato da lei, la vivi, rimani con la bocca un po' aperta e con gli occhi che la seguono crescere, salire. Cominci a sorridere quando è lontana perchè è faticoso starle dietro ma allo stesso tempo è appagante. Arriva ad un certo punto, tu nemmeno te l'aspetti, e lei esplode. Rimani imbabolato a cercarne le tracce. Resta in te l'eco, il ricordo di una cosa meravigliosa, come una bellissima giornata di sole.
Capisce che la felicità è un attimo, un istante che lascia un segno che solo noi possiamo valorizzare a tal punto da renderlo eterno. Nella continua lotta tra il bene e il male che ci propone la vita, siamo noi a decidere a cosa dare più importanza, siamo noi a scegliere come vivere la nostra vita, se sorridenti o piangenti. Siamo noi a decidere quali sono gli attimi più importanti. E allora si rende conto che se quegli attimi di felicità fossero molto frequenti o sempre presenti perderebbero il loro valore. D'ora in poi saprà dare il giusto valore ad ogni gesto, ad ogni attimo. Ora sa che non bisogna abusare di tutto ciò, altrimenti anche un abbraccio, un ti voglio bene possono perdere il loro valore. Ha imparato che "la Felicità della vita è fatta di frazioni infinitesimali: di piccole elemosine presto dimenticate, di un bacio, di un sorriso, di uno sguardo gentile, di un complimento fatto con il Cuore". S.T.Coleridge.
JR
Succede che arriva come in un punto in cui si sente in piena estasi. Come la lava in un vulcano, in lui si mescolano diverse sensazioni, diverse emozioni. Basta davvero poco per essere felici. Non c'è da cercarla chissà dove, è in noi pronta a fare la sua apparizione, bisogna lasciarla libera di invadere la nostra mente ed il nostro cuore. Bisogna essere liberi per sentire la felicità. Non porsi limiti. Essere liberi, come una bolla di sapone. Sì, la felicità è come una bolla di sapone. Per farla nascere c'è bisogno dei giusti ingredienti e un pizzico di magia, poi resti incantato da lei, la vivi, rimani con la bocca un po' aperta e con gli occhi che la seguono crescere, salire. Cominci a sorridere quando è lontana perchè è faticoso starle dietro ma allo stesso tempo è appagante. Arriva ad un certo punto, tu nemmeno te l'aspetti, e lei esplode. Rimani imbabolato a cercarne le tracce. Resta in te l'eco, il ricordo di una cosa meravigliosa, come una bellissima giornata di sole.
Capisce che la felicità è un attimo, un istante che lascia un segno che solo noi possiamo valorizzare a tal punto da renderlo eterno. Nella continua lotta tra il bene e il male che ci propone la vita, siamo noi a decidere a cosa dare più importanza, siamo noi a scegliere come vivere la nostra vita, se sorridenti o piangenti. Siamo noi a decidere quali sono gli attimi più importanti. E allora si rende conto che se quegli attimi di felicità fossero molto frequenti o sempre presenti perderebbero il loro valore. D'ora in poi saprà dare il giusto valore ad ogni gesto, ad ogni attimo. Ora sa che non bisogna abusare di tutto ciò, altrimenti anche un abbraccio, un ti voglio bene possono perdere il loro valore. Ha imparato che "la Felicità della vita è fatta di frazioni infinitesimali: di piccole elemosine presto dimenticate, di un bacio, di un sorriso, di uno sguardo gentile, di un complimento fatto con il Cuore". S.T.Coleridge.
JR
Potenza ed atto
C'è che alla sera, prima di andare a dormire, ogni tanto mi capita di sentirmi strano, vuoto, solo. Di non avere una persona con la quale condividere interamente, quotidianamente il mio percorso. Lei che se fossimo assieme in una stanza vuota non sentirebbe il bisogno di altro, con me lì avrebbe già tutto. Penso a quando tutto questo avverrà, fremo al solo pensiero. A volte sentendo parlare d'amore mi sento come un cieco che può solo immaginare quello di cui si parla, dandogli una forma tutta sua. Per quanto io possa immaginare, non potrò mai capire in ogni sfaccettatura ciò di cui sento parlare. Mi soffermo a pensare e il mio stato d'animo varia repentinamente. Tento di calmarmi, di stare tranquillo e comprendo in pochi istanti che la nostra vita si divide in potenza ed atto, tutto quello che potenzialmente potrebbe accaderci e quello che è in atto. Per godersi la vita nei suoi aspetti migliori, per vivere bene, bisogna concentrarsi su quello che è in atto e non su quel che abbiamo in potenza. Fare il contrario equivalrebbe ad immaginare come sarebbe la potenza una volta divenuta atto. Per quanto tu possa immaginarlo sicuramente non sarà mai come la realtà. Non stiamo a dannarci l'animo pensando a quel che potremmo avere ma che ancora non abbiamo. Non riusciremmo mai a vivere una vita compiaciuti se avessimo tutto quello che vorremmo contemporaneamente. Se così fosse non riusciremmo a cogliere l'unicità di ogni cosa che ci capita. Ogni minimo istante della nostra vita è unico, inimitabile e cela in sè un pizzico di perfezione. Se noi riuscissimo a cogliere il lato migliore di ogni cosa che abbiamo e di tutto quello che ci circonda, magari potremmo vivere una vita serena fatta di una felicità composta da piccoli attimi, piccoli gesti, piccole cose che concorrono al raggiungimento di una sorta di perfezione. L'uomo ha in potenza la Morte, mentre la Vita è in atto. Ora a voi la scelta su cosa concentrarvi.
JR
JR
giovedì 28 aprile 2011
Il dipinto di una vita
Come un pallone nel mare mi sento trascinare via da quel che ho attorno. La corrente mi trascina su e giù, mi porte dove vuole lei ed io sto immobile, impassibile e lascio che faccia di me quel che vuole. Emozioni non ben definite, sensazioni sfocate albergano il mio stato d'animo. Non riesco a decifrarle, nemmeno con gli occhiali. Sbalzi di umore frequenti come sbagli di temperatura in un marzo che era pazzo. In silenzio ascolto e osservo come un leone che scruta la preda, vivo questo periodo scrutando l'atmosfera, ciò che ho attorno, e mi sento chiuso come in un barattolo, una piccola formica catturata, il mio futuro dipende dagli altri. La mia vita è una tela bianca, le mie emozioni sono gli schizzi di colore che le persone, i pennelli, provocano e lasciano in me, su di me. Quando ci innamoriamo, la nostra dolce metà prende in mano un pennello, lo tinge di rosso e inizia a schizzare il colore sulla tela della nostra vita. Lascia la traccia dell'amore. Un amico che ci ama, che ci è vicino, tingerà la tela con il suo colore preferito che noi riconosceremo fra mille diverse sfumature. Ogni persona della nostra vita lascia la traccia del suo passaggio sulla nostra tela, come la firma ad un dipinto che rappresenterà la nostra vita. Tutto contribuisce alla formazione delle persone che siamo. Ogni aspetto di noi è determinato da una macchia differente. E se a volte faremo fatica ad apprezzare qualcuno ci basterà ricordare che a volte per apprezzare un quadro bisogna fare un passo indietro.
JR
JR
La follia dell'Umanità
Il sole splende in alto, illumina un mondo triste. Il cielo si ferma ad osservarlo, poco dopo piange. La pioggia giù dal cielo batte forte in terra, sembra quasi più pesante che il passo di un elefante. Non sono solo le lacrime del cielo, ma sono le lacrime di tutte le persone che soffrono nel mondo. Quelle persone che non riescono a trovare una ragione per essere vive. La guerra la vediamo solo alla televisione, noi. Come fosse un film. Non ci rendiamo conto delle diverse realtà esistenti su questo pianeta. "Viviamo comodi dentro alle nostre virgolette ma il mondo è molto più grande, più grande di così". Finche non ci toccano in prima persona, i mali del mondo esistono solo per sentito dire. Crediamo di star male se lei/lui non ci ha guardato ma poi non capiamo che anche noi siamo così. Il mondo sta male perché nessuno lo degna di uno sguardo. Pensiamo a come curare il mondo dalle sue malattie. Capiremo che "la cura è spesso nascosta dentro alla malattia". Troveremo che il mondo risulterà allergico all'uomo; forse lì ragioneremo su come agire nel buono. Meno egoismo e occhi ben aperti, tendiamo un braccio avanti in fondo siamo tutti fratelli. L'unione fa la forza si dice sia così, se remiamo dalla stessa parte vediamo se è così. Più in fretta arriveremo alla meta. Cancelliamo i mali del mondo con una grande penna rossa, sembrerà facile come correggere un compito ma risulterà pesante ammettere le proprie colpe. L'Umanità ed il Mondo in fin dei conti sono come due bambini. L'Umanità ed il Mondo si amano e si odiano come due adolescenti fanno. L'Umanità non degna il Mondo di uno sguardo ed il Mondo fa in tutti i modi per attirare la sua attenzione. Si fa bello e ancor di più, ma l'Umanità sembra non volerne sapere. Il Mondo le parla ma lei non lo ascolta. Il vento soffia forte, sembra fischi, muove le foglie come stesse suonando uno strumento: con delicatezza prima e con vigore poi. Loro sono lì, in bilico come le corde di una chitarra, tese, toccate dalle dita dell'Umanità. Eppure lei non ascolta nulla, le sembrano rumori sovrastati da macchine, voci ed iPod. Silenzio. E' come se fosse sorda, se non sentisse i suoni del Mondo non potrebbe apprezzare, nè capire tutti gli altri suoni. L'Umanità si tappa le orecchie, fa l'indifferente. Quando ad un certo punto, proprio quando meno te l'aspetti gli occhi dell'Umanità si posano sulla bellezza del Mondo ed è lì che nasce l'Amore. L'Umanità resta immobile ad ammirare lo spettacolo del Mondo. Non riesce a parlare resta lì a bocca aperta come quando il ragazzo più bello passa davanti alla ragazza più ingenua. La bellezza del Mondo è irresistibile, ammaliante, inegualiabile. L'Umanità dovrebbe solo apprezzare e godere della bellezza del Mondo, senza distruggerla. Sarebbe follia, autolesionismo. E a quanto pare, l'Umanità è folle.
JR
JR
martedì 26 aprile 2011
Morire è l'ultima cosa che farò
Arrivi ad un certo punto della tua vita che nei tuoi occhi si intravede la rassegnazione di chi non aspetta altro che la morte. Buttato su una sedia come un giocattolo dopo essere stato usato, muove lo sguardo in quella stanza ormai spoglia, fissa l'infinità di quelle pareti bianche con uno sguardo profondo, con gli occhi pesanti di chi ne ha viste di tutti i colori. A forza di battere quelle palpebre si sente stanco e spesso riposa gli occhi lasciandosi andare su quel letto che non gli appartiene. Chissà quante persone hanno dormito su quel materasso. Chissà quante storie racconterebbero quelle mura se potessero parlare. Il respiro ormai è affannato, sembra come se avesse sempre il fiatone che una volta gli veniva dopo una corsa. Già, una corsa. Ora cammina a malapena, eppure prima correva così forte. Allora ripensa alle corse con gli amici su quei prati infiniti. Con gli occhi ormai chiusi sembra non dare più segni di vita, invece quel pensiero gli fa accennare un sorriso. Ripensa agli attimi di vita che ha vissuto, che ricorda a fatica ma che gli tempestano la mente come grandi flash accecanti. Ha solo questi lampi improvvisi nella sua mente. Li rivive provando le stesse emozioni che gli hanno suscitato la prima volta.Sorride e per un attimo riapre gli occhi. Torna in quella realtà squallida che lo circonda e che sta vivendo e in pochi istanti si rende conto che in questo mondo,in questa vita la maggior parte delle cose tende a finire; quasi tutto ha una fine. Già,quasi tutto...ma non tutto! Le cose che restano sono le emozioni che proviamo, che ci suscitano anche pochi ricordi sfocati. Comprende che una vita anche se ha una fine è qualcosa di unico. Per arrivare ad un lieto fine bisogna scrivere un bel libro o girare un bel film di modo da non voler tornare indietro e riscrivere alcune pagine o registrare nuove scene.Ora sa una cosa che renderebbe lieto il suo finale, che lo farebbe morire sorridendo, che lo farebbe attendere la morte e nulla più: è il fatto che tutto ciò che voleva fare, l'ha fatto. Adesso chiude gli occhi, poggia le mani sul suo petto incrociando le dita e sorride. Aspetta in silenzio l'arrivo del lieto fine. In quegli attimi di attesa infinita capisce che la sua vita non è altro che una lunga giornata. Che il percorso della vita è come quello di una giornata. Quando era fanciullo era mattino presto, il sole era appena sorto, si era affacciato al mondo. Poi pian piano è cresciuto, è passato all'adolescenza e con il passare delle ore è passato dal mattino del fanciullo al pomeriggio del ragazzo. Maturando, con l'arrivo della sera, è divenuto adulto e gli è bastato poco per ritrovarsi nel buio della notte ad esser vecchio. Ora può anche andare a dormire. Buonanotte.
JR
JR
Il gioco del mondo
Vivi la tua vita sul momento. Non pensare al futuro, non cercare di crearti delle certezze fatte della stessa sostanza delle nuvole, ti ci poggerai sicuro e finirai per cadere e farti male. Siamo pedine in mano al destino, al fato che "lancia i dadi e avanza di qualche posizione nel gioco del mondo che non finisce mai". Vi è una sola dimensione temporale: il Presente che noi, non so per quale comodità, dividiamo in passato, presente e futuro. Come diceva il filosofo Agostino il passato era presente, il presente è presente, il futuro sarà presente. Ogni istante che si sussegue è il futuro che viene raggiunto dal presente che lo supera facendolo diventare passato. Nell'attimo in cui il futuro diviene presente e sta per diventare passato, noi dobbiamo Vivere. Non cercare il perchè delle cose, non perderci in inutili domande, una volta che avremo scoperto le cause degli effetti non vivremo meglio. Se è successo, un motivo ci sarà o come dice Jacques il Fatalista "vorrà dire che era scritto lassù". La nostra vita è un gioco da tavola, noi siamo le pedine che durante il loro percorso incontrano gli imprevisti e le probabilità. Bisogna cogliere le buone opportunità scartando le cattive e superare ogni imprevisto che possa allontanarci dall'arrivo. Veniamo messi sul tabellone, iniziamo il gioco leggendo le istruzioni poi, pian piano impariamo come funziona. Si lancia il dado e si avanza, ci si ferma un po', si aspetta il proprio turno poi si riparte, fino ad arrivare alla fine del gioco, con la speranza di essere soddisfatti di come si è giocato. Finchè siamo in gioco, giochiamo! Non dobbiamo aver paura di provare. Se mai provi ad amare, mai amerai. Se mai provi a vivere, mai vivrai. Potrai sbagliare o attuare nel giusto, non ci sarà alcun giudice qualificato a condannarti o a lodarti. Solo tu deciderai se la tua azione sarà la più giusta o meno. Nessuna corte suprema, nessuna condanna, nessuna pena. Leggi di vita non ci sono. Siamo liberi di vivere come più ci piace, dobbiamo sentirci liberi per esserlo. Il percorso della vita è uguale per tutti, le caselle sono le stesse che tu sia un fungo o una candela. Si inizia, si gioca, si finisce. Si nasce, si vive, si muore. Come una scena di un film è uguale agli occhi di tutti, così il corso della vita è quello per tutti. Ma esiste una parte di vita che differisce da persona a persona: sono le azioni che si fanno, i pensieri che si hanno. Come la scena di un libro è immaginata da ogni lettore in maniera differente, così le azioni, i pensieri di ogni individuo saranno differenti. Tutto ciò che faremo in vita contribuirà a renderci particolari, unici, speciali.
JR
JR
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